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Articoli di esempio tratti dal blog di Livio Sgarbi, creatore di Ekis:

ABC del Coaching: a scuola da Alonso
Vita da coach: uno dei privilegi di un bravo mental coach.
Partite truccate, scommesse e doping… il lato oscuro dello sport.
Novak Djokovic: un Campione da cui Imparare.

ABC del Coaching: a scuola da Alonso.

Alla domanda “Come si mantiene la voglia di non mollare di fronte allo strapotere della Red Bull?”

Alonso risponde: “Il metodo è molto semplice: devi illuderti di poter vincere. L’illusione tiene in vita la speranza e motiva tutto il gruppo. Il mondiale non è ancora finito e se io e Massa cominciamo a vincere, si risucchiano punti”.

La linguistica non è perfetta ma il succo è assolutamente centrato. Pensando di potercela fare si riesce ad attingere a risorse in più e lui, da Campione quale è, lo sa benissimo. Linguisticamente, nella nostra lingua il termine illusione lascia un po’ intendere che non si potrà realizzare. Per noi illudersi di qualcosa significa presupporre poi una delusione. In realtà il termine in oggetto può avere un’accezione completamente diversa legata al pensare a qualcosa in maniera tanto convincente da credere che si tratti della realtà! Questo a prescindere da ciò che avverrà in seguito. In questo caso significherebbe usare la mente in maniera strategica assecondandone la sua natura immaginativa.

Noi sappiamo che la mente umana non distingue cose vividamente immaginate da cose realmente vissute. Qualsiasi cosa che riusciamo a credere in maniera profonda si può trasformare nella nostra realtà soggettiva, e noi sappiamo bene il potere che questa ha sulla nostra stessa vita.

Tutti i grandi Campioni dello sport hanno sperimentato sulla propria pelle il potere immaginativo e creativo della loro mente, chi in maniera consapevole e chi no, ma un campione che si rispetta, anticipa sempre nella propria mente ciò che vuole realizzare.

Come lo direbbe Alonso: si illude di potercela fare… e spesso ci riesce!

Vita da coach: uno dei privilegi di un bravo mental coach.

Siamo in piena estate e oggi, finalmente, parto anch’io per le vacanze.

MI sposto con la family verso le belle acque toscane in maremma, a rinfrescare un po’ le idee.

Prima di partire però, ho pensato di pubblicare questo breve filmato che ho registrato proprio ieri presso il circuito privato della Ferrari a Fiorano (MO) mentre Fernando Alonso stava girando in pista.

Uno dei vantaggi/privilegi dell’essere un mental coach è che hai la possibilità di frequentare ambienti difficilmente accessibili dalla moltitudine delle persone, ma di grande interesse – soprattutto se ti occupi di sport.

Spero che possa esserti in qualche modo di ispirazione.

Non so bene se il posto in cui risiederò avrà copertura sufficiente per continuare a postare sul blog, in caso affermativo, continuerò a scrivere con la gratificante illusione che tu abbia piacere a leggermi anche in piena estate.

Anyway, ti auguro una buona estate, ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu faccia.

Ti auguro tutto il meglio.

Partite truccate, scommesse e doping… il lato oscuro dello sport.

Amo lo sport.

Lo pratico da sempre, lo guardo con passione e, grazie al mio lavoro, ne approfondisco la conoscenza nelle sue infinite discipline. Adoro l’odore della canfora negli spogliatoi e la sensazione dell’adrenalina prima, durante e dopo le gare.

Potrei scrivere a lungo elencando tutte le ragioni per le quali sento lo sport come una parte entusiasmante dell’esperienza della vita; ragioni che infiammano il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo.

Ovviamente, come ogni cosa, non è fatta solo di aspetti positivi. Nulla è positivo o negativo per sua natura, invece tutto è sia positivo che negativo. Il simbolo del Tao rappresenta magnificamente questo concetto. Esiste un equilibrio universale che regola ogni cosa al quale niente e nessuno può sfuggire.

Nello sport ad esempio, che tutti riconoscono come strumento per il benessere fisico, esistono aspetti e risvolti che di salutare hanno ben poco. Nello sport agonistico si porta il fisico così vicino al limite che spesso lo si supera, arrecando danno all’organismo: traumi, rotture, lesioni, affaticamenti, ecc.

La maggior parte degli atleti professionisti a fine carriera sono fisicamente “distrutti”. Lo sport agonistico non fa bene alla salute.

Il doping è l’estrema frontiera oltre la quale incontrare la possibilità di ottenere performance oltre ogni immaginazione. Recuperi prodigiosi, prestazioni eccellenti e allenamenti a ritmi al limite dell’umano. Una sirena decisamente suadente alla quale diventa difficile resistere. Ci sono caduti atleti straordinari, uomini e donne di indiscusso talento che però hanno ceduto alla tentazione.

La parte oscura dello sport. Tutta quella zona d’ombra che esiste anche se non si vede e che rende lo sport un’attività meno nobile di qualnto la si voglia descrivere. Mi verrebbe da dire: beh solo tra i professionisti. Solo tra coloro che dalle proprie prestazioni ci guadagna fior di quattrini; e invece non è così. Il doping è largamente diffuso anche tra i dilettanti e amatori.

In questi giorni si è fatta un pochino di luce su un’altra zona d’ombra: le scommesse e gli incontri “truccati”. In questo caso si parla di calcio. Nomi illustri, calciatori eccellenti che si mettevano d’accordo per definire in anticipo il risultato finale delle partite e guadagnare così dalle scommesse.

Stiamo parlando di persone privilegiate per il solo fatto di poter fare un lavoro che corrisponde anche alla loro passione, che in molti casi guadagnano cifre imbarazzanti e comunque decisamente superiori alla media della popolazione; che hanno popolarità, ecc. In apparenza, persone di successo, ricche e felici. Poi si viene a sapere che scommettono sulle partite (e fin qui tutto legale) e che si adoperano per manipolare l’esito delle partite, per poi finire in manette sottoposti al ludibrio pubblico… della serie: piccoli criminali crescono.

Non mi sento indignato per due motivi: Primo, nulla di nuovo. Non si conoscevano nomi e fatti precisi, ma si tratta di cose che, più o meno, tutti sapevano. Certo che non ne hai la prova fino a quando non “scoppia la bomba”, ma nell’ambiente si sanno.

Secondo, fortunatamente le persone che alimentano questa parte oscura sono poche rispetto a coloro che vivono lo sport in maniera più “romantica”. Certo che quando accadono fatti così eclatanti si muovono giornali e tv e il baccano si fa sentire di più.

Mi spiace. Dico solo che mi dispiace.

Mi spiace per le persone coinvolte e per le loro famiglie. Mi spiace per lo sport in generale. Mi spiace che persone comunque privilegiate cerchino strade fraudolente e scorciatoie per realizzare obiettivi economici che potrebbero raggiungere in altro modo.

E’ un vero peccato.

A me comunque piace pensare allo sport in altro modo. Piace pensare ad una Schiavone che a oltre 30 anni raggiunge la seconda finale di fila del Roland Garros, e anche se questa volta non è riuscita a conquistare il titolo, ha lottato con tutte le sue forze e con lealtà, riconoscendo alla fine anche i meriti della propria antagonista. Mi piace pensare a tutti i grandi campioni che hanno dato molto allo sport (e non solo al mondo sportivo) in modo etico e onesto. Questi sono gli esempi che ho voluto prendere a modello per creare il programma del corso IMPARA DAI CAMPIONI.

Novak Djokovic: un Campione da cui Imparare.

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Novak Djokovic, di osservarlo nel “back stage” del Foro Italico (torneo che ha puntualmente vinto), nei momenti di relax e in quelli di allenamento.

A parte il fatto che si tratti di un ragazzo a cui è difficile non volere bene, per i suoi modi, per la sua simpatia e semplicità, ha dimostrato di meritare la prima piazza del ranking mondiale di tennis. Dall’inizio dell’anno non ha ancora perso un incontro. Ha ovviamente vinto tutti i tornei a cui ha partecipato, giocando su superfici veloci e lente. Sicuramente è il tennista più in forma del momento. Il tennista da battere.

Un Campione, di quelli che interessano a me per prendere spunti e ispirazione.

Già, perchè se c’è una cosa che mi piace circa l’Eccellenza, è che non è genetica. A dare il meglio di sè e a ottenere il massimo dalle proprie azioni, si impara, e una delle strategie più efficaci per farlo è prendere spunto proprio da chi ce l’ha fatta. Prendere spunto dai migliori, dai Campioni.

Prendere spunto può significare imitarne i comportamenti, copiarne le strategie, modellarne i rituali e le abitudini, oppure semplicemente lasciarsi ispirare e volerne ripercorrere il cammino. Tutti noi lo abbiamo fatto qualche volta nel corso della nostra vita. E’ un processo piuttosto naturale e inconscio.

Lo stesso Djokovic, ha più volte ribadito che lui venne folgorato a circa 4 anni dalle immagini di Pet Sampras (uno dei tennisti più talentuosi e vincenti del tennis mondiale). Voleva diventare come lui.

Ora, essendo un appassionato praticante di sport nonchè mental coach di molti campioni sportivi, mi sono sempre chiesto come poter usare lo sport come metafora di vita e poter rendere fruibili a tutti gli straordinari esempi di eccellenza che lo sport mondiale da sempre ci offre.

La risposta è arrivata quasi immediatamente:

Tutti possiamo diventare Campioni della nostra Vita!

Quotidianamente, giochiamo una partita importantissima in ufficio, a casa, in auto, con i figli, i genitori, gli amici, ecc. un gioco il cui punteggio si riazzera praticamente ogni mattina, quando ci alziamo. E’ lì che dobbiamo dare il massimo di noi stessi, non mollare e puntare a vincere. La nostra vita è lo sport più appassionante che esista e noi abbiamo il dovere di giocarlo al meglio.

Per questo motivo ho creato il corso Impara dai Campioni. Vorrei aiutare ogni persona a osservare i Campioni e a trarne tutti gli spunti e gli insegnamenti funzionali a migliorare la vita di tutti i giorni, che sia sport, lavoro o ambito privato.

Guarda il trailer del corso, poi visita la pagina di presentazione e vieni anche tu alla prossima edizione.

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